Lo Scaffale
I libri che restano con noi
Ci sono libri che terminano con l’ultima pagina, e altri che continuano a tornare nei pensieri, modificando lentamente il nostro modo di guardare le cose.
Lo Scaffale è la rubrica di Politèia dedicata ai romanzi e ai saggi che abbiamo letto e che sentiamo il bisogno di condividere. Non per inseguire le novità editoriali o sponsorizzare autori e case editrici, ma perché alcune letture riescono davvero a cambiare il modo in cui guardiamo il presente, la politica, la società o semplicemente gli altri.
Ogni libro che trovate qui è stato scelto, acquistato e discusso da noi. In un certo senso, apriamo la porta della nostra biblioteca personale per invitare chi legge a entrare, curiosare, dissentire, aggiungere nuovi percorsi.
Ogni due settimane pubblichiamo una nuova recensione: una selezione personale, ma anche collettiva, costruita attraverso sensibilità diverse e attraverso le conversazioni che nascono dentro la nostra comunità.
Negli ultimi mesi abbiamo raccontato libri molto diversi tra loro.
Con Lo Specchio americano, Simone Pieranni ci ha accompagnati dentro lo sguardo con cui la Cina osserva gli Stati Uniti contemporanei, in una recensione di Luciano Campisi .
Con Tre nomi di Florence Knapp, Laura Allevi ha esplorato un romanzo che intreccia violenza domestica, memoria e possibilità di riscatto.
E ancora, in Cronache di un venditore di sangue di Yu Hua, siamo stati portati nella Cina del Grande Balzo in avanti, davanti a una domanda tanto semplice quanto brutale: fin dove saremmo disposti a spingerci per garantire una vita dignitosa alla nostra famiglia?
L’ultima recensione pubblicata è invece dedicata a Un’altra idea dell’India di Matteo Miavaldi: un libro che prova a raccontare un’India diversa da quella ridotta a slogan geopolitici o immagini stereotipate di crescita economica.
Attraverso politica, società, tecnologia e trasformazioni culturali, Miavaldi costruisce il ritratto di un paese complesso e attraversato da tensioni profonde, che oggi pesa sempre di più negli equilibri globali ma che continuiamo spesso a osservare con categorie troppo semplici.
Se volete contribuire anche voi ad arricchire questa collezione, potete inviarci i vostri suggerimenti nei commenti.
Perché leggere, alla fine, è anche questo: mettere in comune sguardi diversi sul mondo.




Io azzardo come proposta Kolchoz di Carrère. :)
che ne pensate?